Perché ho aperto un blog?
Si dice che un cigno prima di morire cinguetti la sua migliore canzone. Forse anche i miei pochi lettori udiranno il mio canto,il più triste e forse il più bello perché le condizioni morali, sociali e politiche che stiamo vivendo mi fanno morire di rabbia, una rabbia repressa cui non puoi dare sfogo se non aprendo un blog. Infatti a chi puoi rivolgerti? Ai giornali? A parte la Repubblica, che praticamente da sola sta tenendo alto l’onore della libera stampa ed ha le sue gatte da pelare a seguito della denuncia per danni (due milioni di euro) che si è beccata dal presidente del Consiglio solo per aver osato fargli alcune domande scomode, gli altri giornali cosiddetti indipendenti mi paiono reticenti e intimiditi, avendo perso i rispettivi direttori in seguito all’editto di Tirana dello stesso Berlusconi, il quale aveva detto appunto che i direttori della Stampa(Anselmi) e del Corriere della sera ( Mieli) dovevano cambiare mestiere per aver rilevato il conflitto d’interessi dietro la decisione del Governo Berlusconi di inasprire l’iva per Sky, diretto concorrente di Mediaset. Né posso ovviamente rivolgermi ai giornali di proprietà del nostro beneamato premier, che pubblicano ovviamente solo le notizie gradite al loro editore e bastonano pesantemente chi osa criticarlo o pubblicare e diffondere notizie a lui sgradite?
A chi rivolgerti dunque? Ai partiti di opposizione? Boni questi, direbbero a Roma. A parte il fatto che il sottoscritto non è mai stato iscritto a nessun partito , pur avendo sempre votato partiti di centro-sinistra, l’esperienza di governo di questi partiti è stata estremamente deludente perché in sette anni di governo complessivi non sono riusciti a risolvere né il macroscopico conflitto d’interessi né a riscrivere le regole della comunicazione che assicurassero le condizioni minime della libertà di stampa.
Come quando le piogge abbondanti otturano le grondaie e fanno traboccare l’acqua, come quell’innamorato timido e non corrisposto che non osa confidare le sue pene d’amore alla sua amata e tuttavia non rinuncia a dare sfogo ai suoi sentimenti consegnandoli a lettere struggenti indirizzate a quest’ultima ma mai spedite e custodite invece in banca nella propria cassetta di sicurezza (per dovere d’ufficio mi sono trovato infatti a dover aprire una cassetta di sicurezza il cui titolare non pagava più il canone e risultava irreperibile, contenente appunto un mazzetto di lettere d’amore) – così io mi trovo costretto a riversare in questo blog quei sentimenti e quelle pene che altrove non trovano sfogo.
Perché ho scelto il nickname il Griso? Perché a questo personaggio dei Promessi sposi è dedicato il mio primo ritratto.
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